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Camera da letto del tardo medioevo del maso Bierjun

 
La camera da letto appartenente al tardo medioevo e rinvenuta nel Maso Bierjun presso Ortisei, dopo il restauro è stata esposta al pubblico con l’ausilio di una presentazione multimediale nel 2007.

I rarissimi disegni a sanguigna del 1490 conservatisi sulle tavole lignee della stanza raffigurano immagini profane e religiose e sono chiaramente visibili attraverso una riproduzione grafica ottenuta grazie all’impiego dei raggi ultravioletti.

La mostra illustra una rara testimonianza dell’atteggiamento religioso in ambito privato permettendo altresì di seguire le fasi di costruzione del maso, nonché le caratteristiche dell’architettura rurale in Val Gardena.


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Dettaglio della porta, 1460/90
Camera da letto del tardo medioevo "Bierjun"
 
 

Il grande telo quaresimale di San Giacomo in Val Gardena

 
Il telo quaresimale di San Giacomo in Val Gardena è una rara testimonianza di pietà popolare di epoca barocca. Il manufatto, consistente in 24 immagini raffiguranti la passione di Gesù, vanta quattrocento anni di storia, è interamente conservato ed è esposto nel Museum Gherdëina.

La tradizione dei teli quaresimali è nata nel Medioevo, per velare il presbiterio in tempo di quaresima e celarlo allo sguardo dei fedeli. Nel corso degli anni i teli sono stati arricchiti di elementi decorativi, tra i quali scene dipinte della passione di Gesù. Tali manufatti servivano anche ai fedeli meno colti come una sorta di guida figurativa attraverso il tempo di Quaresima e di Pasqua.
Tra tutti i teli quaresimali contenenti immagini l’unico in Alto Adige ad essere ancora conservato interamente è quello della chiesa della frazione di S. Giacomo in Val Gardena. È stato creato 400 anni fa da un artista ignoto, è stato impiegato per la pratica liturgica fino al dopoguerra e ora da sessant’anni è esposto nel Museum Gherdëina di Ortisei. Qui è stato restaurato in modo esemplare, e oggi è possibile contemplarlo nel suo splendore originario.

L’aspetto dei teli quaresimali è cambiato nel corso del tempo. Sulla base del loro scopo originale, i primi teli erano molto semplici e veniva bandito ogni fasto. Con il tempo, però, divennero ornamenti e la loro creazione era più ricercata, come dimostra il telo quaresimale della chiesa di San Giacomo. Quest’ultimo è formato da una preziosa tela di lino, sulla quale un pittore rimasto ignoto ha dipinto con tempera a uovo 24 scene della passione di Gesù intorno al 1620/1630. Anche il suo committente è rimasto sconosciuto. Se si osservano più da vicino le scene del telo, che oggi è esposto nel Museo Gherdëina, dopo un restauro esemplare, si ammira una rappresentazione estremamente vivace della storia della Passione, che va dall’entrata di Gesù a Gerusalemme alla sua prigionia e traduzione di fronte alle autorità, Anna, Caifa, Pilato ed Erode, fino alla sua crocifissione, resurrezione e discesa nel regno dei morti. La parte finale è formata dalle scene dell’ascesa in cielo di Cristo e della Pentecoste. Il pittore ha cercato di trasmettere all’osservatore un’immagine il più possibile plastica degli avvenimenti, servendosi di numerosi dettagli. Il telo divenne così una Bibbia dei poveri, che rendeva possibile anche agli analfabeti una visione molto efficace della storia della Passione e che doveva muovere alla compassione e alla compartecipazione. In questo modo, il telo era paragonabile a un libro illustrato.
 
Restauro del telo quaresimale – documentario
I segreti del telo quaresimale – video
 
 
La tela quaresimale di San Giacomo con 24 quadri della Passione di Gesù (cm 473 x cm 365, ripresa dopo il restauro) © Foto: Museum Gherdëina, A. Ochsenreiter
La tela quaresimale di San Giacomo con 24 quadri della Passione di Gesù (cm 473 x cm 365, ripresa dopo il restauro) © Foto: Museum Gherdëina, A. Ochsenreiter
 
 

“Crist de Val”, 1620 ca.

Di altissima qualità artistica e di pregevole fattura è il "Crist de Val", opera realizzata in legno di larice, di cui si ignora l'autore.

La denominazione tramandata di "Crist de Val" fa pensare a una qualche relazione con il Castello di Val, ma non vi sono documenti che possano confermarlo. Un tempo il Cristo si trovava forse nelle vicinanze del Castello, in prossimità del sentiero di comunicazione preistorico Troi Paian, ed era venerato come "Cristo dei viandanti". È conservato nel museo dal 1960.
 
Crist de Val
Crist de Val

Crocifisso di Seurasas (1932)

Il crocifisso ligneo di grandi dimensioni è un’opera giovanile dello scultore gardenese Vinzenz Peristi (1909-1943), che morì sul fronte russo durante il secondo conflitto mondiale, e di Baptist Walpoth (1911-1934).

Costituì uno dei primi oggetti della fondazione museale e dal 1959 è qui custodito per preservarlo dalle intemperie; nel luogo originale oggi è collocata una copia.
 
Gipfelkreuz von Seurasas (Ausschnitt)